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E’ matematicamente certo che se al Tar la cosa fosse andata diversamente, altro che “plauso” da parte di una delle opposizioni ora plaudente! Sul groppone del sindaco, da quel versante, con sadico gusto, sarebbero arrivate “bastonate”. Sul tipo di quelle da far cambiare proposito pure ad un somaro diventato d’improvviso sordo ai solleciti del severo padrone a procedere nel cammino.
Del resto, alcune allusive avvisaglie aleggiate in varie occasioni in consiglio comunale non facevano avvertire niente di diverso al primo cittadino e ai suoi. L’hanno dunque scampata bella, verrebbe da dire. Grazie quindi al tribunale amministrativo che ha respinto il ricorso della Neoagroenergie srl, legittimando così il diniego del Comune di Cassino all’impianto di biogas in zona Cerro. Meno male. Tutto bene dunque. Almeno finora. Vedremo se tutto sia finito qui, o ci sarà il prosieguo in Consiglio di Stato.
I comunicati diramati alla stampa e le dichiarazioni per sottolineare l’importanza della vittoria e per distribuire lodi a piene mani (invero in primis a se stessi, poi anche a questo e a quello) hanno però fatto registrare (compreso il nostro di comunicato, e ne facciamo ammenda) una omissione. Non hanno cioè messo nella dovuta evidenza il merito di chi ha lavorato, con professionalità e competenza, al raggiungimento di un obiettivo così importante. Ci riferiamo ai tecnici del settore urbanistica, che ben hanno recepito l’orientamento politico dell’amministrazione Salera, e all’avvocato Alessandro Longo, che ha patrocinato e difeso il Comune in una causa dall’esito tutt’altro che scontato alla vigilia.

Rimane una questione politica da capire, e cioè qual è il motivo che orienta tante società romane (la Neoagroenergie srl negli ultimi tre lustri è la quarta, se non ce ne sfugge qualche altra) a puntare sul territorio di Cassino per impianti di biogas da realizzare qui previo cospicui finanziamenti.
E, cosa non meno importante, rimane pure da capire se gli eletti di questa città martire si sentono impegnati (sempre e non a seconda dei casi) a seguire le indicazioni di politica urbanistica contenute nell’illuminante “Rapporto sulla pianificazione urbanistica” redatto a suo tempo (gennaio 2012, era centrosinistra) dall’urbanista Vezio De Lucia, ripreso dall’amministrazione Salera già nel primo mandato. Vale a dire favorire interventi per il recupero, per la salvaguardia del territorio e dell’ancora vasto capitale rurale risparmiato dalla selvaggia disseminazione edilizia ereditata. Insomma se ci si sente impegnati a garantire la riqualificazione dell’esistente di cui tanto si avverte il bisogno. Per salvare il salvabile, appunto.