- L’Istituto San Benedetto celebra la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo. - 2 Aprile 2025; 18:00
- Il tasso di disoccupazione in Italia scende al 5,9% - 2 Aprile 2025; 11:00
- Cassino Birra 2025: Scaldate i Motori! - 2 Aprile 2025; 08:00
Era la partita che poteva riaprire il campionato, un incontro atteso dai tifosi e dalla squadra. Purtroppo, nonostante una buona prestazione dei ragazzi di Carcione, la Gelbison ha prevalso per 2 reti a 1, dimostrando di meritare il posto che occupa in classifica. La capolista si è portata in vantaggio già all’8° minuto con un gol di Kosovan, infliggendo un brutto colpo al Cassino, costretto a rincorrere fin da subito.
Tuttavia, gli uomini di Carcione non si sono dati per vinti e hanno ristabilito la parità al 17° minuto grazie a un bel gol di Abreu. Ma la situazione si è complicata ulteriormente al 43′, quando Stellato è stato espulso, lasciando i suoi in dieci. Così, si è andati al riposo sul risultato di 1-1, ma con un uomo in meno era chiaro che la seconda frazione di gioco avrebbe presentato molte difficoltà.
Il secondo tempo è stato deludente. Non ci sono state occasioni da rete e, soprattutto, nessun tiro in porta da parte del Cassino, evidenziando un problema reale: l’eccessiva dipendenza dal talento di Abreu. Quando quest’ultimo ha lasciato il campo al 15° minuto, sostituito da Bellucci, le speranze di rimonta si sono affievolite ulteriormente.
Il gol della Gelbison, siglato da Liurni al 81° minuto, ha messo in ghiaccio la partita, confermando un vantaggio che ora li porta a +5 sul Cassino a sole cinque giornate dalla fine. Ciò solleva interrogativi inevitabili sulla qualità della rosa del Cassino: se solo avessimo avuto un attaccante di peso accanto a Abreu, quale sarebbe potuto essere il risvolto di questo campionato?
Attualmente, il Cassino è terzo e le ultime cinque partite saranno decisive. Carcione ha fatto un miracolo mantenendo viva la squadra in testa per gran parte della stagione; tuttavia, con tutte le altre squadre rinforzate, è evidente che mantenere questo livello di competitività è diventato sempre più difficile. Le disparità economiche in questa categoria sono notevoli e, come abbiamo spesso ribadito, il Cassino ha dato il massimo.
Va riconosciuto, però, che il percorso fatto fino ad ora è stato ben oltre le aspettative. Per costruire una squadra competitiva occorre, però, anche un portafoglio adeguato. Per raggiungere la C, la realtà è questa: chi ignora questa verità non conosce il calcio.
Un doveroso plauso va ai tifosi che hanno seguito la squadra in trasferta, sostenendola instancabilmente dal primo all’ultimo minuto. Carcione ha dimostrato di essere un vincente; nel calcio, tutto può accadere. Con ancora cinque partite da giocare, il motto è chiaro: non mollare, giocarsela fino in fondo.
Inoltre, è tempo di riflettere sul futuro: ci saranno addii e conferme. Chi vorrà restare dovrà avere garanzie di costruzione. È necessario costruire una squadra che possa “rullare” il campo. Gente esperta, calciatori che fanno la differenza. Perché così si vincono i campionati. Quest’anno bastava poco occorrevano tre rinforzi per reparto. Che avrebbero garantito la differenza. Il cammino è dunque lungo, ma non abbiamo paura di affrontarlo. Nel frattempo il Cassino avrà con molta probabilità le quattro tori faro ma la C è in dubbio.