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Cassino – Non è una novità che l’opposizione stuzzichi la maggioranza; è parte del gioco politico, proprio come in un campo di calcio. Le provocazioni ci sono e si devono affrontare con saggezza. Da buon campano, ricordo sempre il proverbio: “A meglio parola è chela ca nun se dice”. La prudenza è fondamentale per non cadere in trappole inutili.
All’indomani dell’inqualificabile momento del consiglio comunale di ieri, ampiamente divulgato dai social e dai mezzi di informazione, avverto il dovere di chiedere scusa a voi così inizia la missiva inviata in redazione dal consigliere di minoranza Andrea Vizzaccaro. È un gesto necessario, non solo per la mia persona, ma per il rispetto che dobbiamo tutti a un’istituzione che rappresenta e tutela i nostri interessi comuni.
Non posso giustificare ciò che è accaduto se non evidenziando l’ennesima provocazione, evidente e premeditata, da parte di un’opposizione che, senza averne i requisiti, crede di poter dispiegare allusioni gravissime e ingiurie generiche nei confronti di chi, come me, ha sempre fatto della correttezza, nella vita e nell’impegno politico, il proprio tratto distintivo.
In particolare, non ho retto l’urto di quegli insulti infamanti provenienti da un pulpito che dovrebbe essere simbolo di rispetto e dignità. Questi individui, e alcuni altri della stessa parte politica, sembrano pensare di poter strumentalizzare il consiglio comunale come tribuna per la loro sterile propaganda. Questa dinamica deve esser fermata: è in gioco il prestigio dell’istituzione di cui siamo tutti parte e che meritano di essere difesa con fermezza. La dignità personale di ciascuno di noi deve essere una priorità.
È pertanto imprescindibile -continua Vizzaccaro-che non si ripeta la sistematica violazione delle norme che regolano i lavori consiliari. Invito quindi chi è deputato alla gestione del consiglio a una seria riflessione ea un necessario ripensamento su cosa c’è da correggere. È tempo di ristabilire un clima di rispetto e civiltà, per il bene della nostra comunità e del nostro futuro comune.