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Gli effetti dei dazi imposti da Trump: un’emergenza che richiede risposta immediata
I dei dazi imposti dall’amministrazione Trump si sono fatti sentire con forza. Le borse europee, Milano inclusa, hanno chiuso in calo, segnalando l’ennesimo campanello d’allarme per le economie di tutto il continente. In questo contesto turbolento, mentre altri Paesi si muovono con determinazione per affrontare la situazione, il governo Meloni sembra rimanere immobile, intrappolato nella scelta irresponsabile di non disturbare il manovratore d’oltreoceano.
È ora più che mai evidente che servirebbe un approccio unitario in sede europea, capace di affrontare questa sfida con assertività e coesione. L’emergenza economica che stiamo vivendo è concreta e tangibile, e il governo italiano ha il dovere di agire senza indugi. La promozione di una risposta coordinata e incisiva dovrebbe essere una priorità assoluta per garantire la stabilità economica del nostro Paese.
Tuttavia, il governo Meloni sembra non avere la libertà di movimento necessaria per intraprendere azioni decisive. La sua posizione è compromessa, in parte a causa delle alleanze politiche che lo vincolano. Questa condizione di commissariamento, che limita la capacità di azione e decisione, non solo è dannosa per l’Italia, ma rischia di compromettere anche il futuro dell’intera area europea.
In un momento come questo, l’unità e la determinazione devono prevalere. È tempo di chiedere al governo italiano di superare il silenzio e l’immobilismo, di alzare la voce in Europa e di lavorare a fianco degli altri Stati membri per trovare soluzioni efficaci e tempestive. Solo attraverso un’azione concertata sarà possibile mitigare gli effetti negativi dei dazi e proteggere le nostre economie da ulteriori crisi.