TAR: no ad impianto a biogas in zona Cerro

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Domenico Panetta
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La recente decisione del TAR riguardo al ricorso presentato dalla Neoagroenergie srl rappresenta una netta affermazione dell’interesse pubblico e della salvaguardia ambientale. Il Tribunale ha confermato il diniego del Comune di Cassino alla realizzazione di un impianto di biogas in zona Cerro, sostenendo le ragioni elaborate dall’Amministrazione comunale e ribadendo l’importanza della tutela del paesaggio e della salute dei cittadini.
In contesti come quello di Cerro, dove la proposta di un impianto di considerevoli dimensioni minaccia non solo l’ambiente ma anche la qualità della vita degli abitanti, è fondamentale che le istituzioni rispondano concretamente alle preoccupazioni della comunità. L’impianto proposto da Neoagroenergie era di natura semi-industriale e avrebbe avuto un impatto ambientale significativo, aggravato dal fatto che il sito è sottoposto a vincolo paesaggistico. Le voci di allerta sollevate dai cittadini, supportate dal comitato “Allerta Cerro”, hanno trovato ascolto nelle aule del tribunale e nei corridoi del Comune.

Costruzioni Laziali

Il ricorso, che mirava non solo all’approvazione del progetto ma anche a un risarcimento sostanziale, è stato respinto in modo deciso dal TAR. In particolare, i giudici hanno evidenziato diversi punti critici: la presenza di vincoli paesaggistici non dichiarati dalla Neoagroenergie, la mancanza di una corretta procedura amministrativa, l’inaccessibilità dell’area per le opere necessarie e la carenza di una valutazione adeguata dell’impatto odorigeno. Tali elementi hanno dimostrato come la convenienza economica non possa mai sovrastare l’urgenza di proteggere le risorse naturali e i diritti dei cittadini.
Il rinomato studio legale romano che ha assistito la società, con avvocati di grande calibro, non è bastato a superare le argomentazioni solide e ben strutturate presentate dall’avvocato Alessandro Longo in rappresentanza del Comune. La sentenza ha ribadito la necessità di un approccio integrato tra sviluppo industriale e salvaguardia ambientale, chiarendo che il rispetto dei vincoli esistenti è imprescindibile per garantire il bene comune.

In conclusione, la pronuncia del TAR costituisce una vittoria non solo per il Comune di Cassino, ma per tutti i cittadini che possono finalmente respirare un po’ più liberamente, con la consapevolezza che la loro voce conta. È un messaggio chiaro a tutti gli attori coinvolti nel campo dell’energia e dello sviluppo urbano: l’ambiente e la qualità della vita non sono negoziabili.